Vabbé, sarà che c’è la crisi economica e che è pressoché planetaria,
però le barriere stanno davvero crollando, e in giro per il mondo non ci
si vergogna più a dire che un vino poco caro può piacere ed essere
proprio buono. Ho trovato un pezzo di Wine Enthusiast che dice la stessa cosa: l’articolo è di Paul Gregutt e titola “I miti del vino smascherati“.
Spiega: “Succede a tutti, anche quelli di noi che assaggiano vini da
una vita. Certi luoghi comuni – sbagliati – sul vino finiscono per
diventare verità indiscusse.
(continua a leggere qui...)
Perché scrivo tutto questo? Semplicemente perché, e chi ha visto Report
lo ha capito benissimo, nel mondo dei blogger esistono alcuni aspetti di
commistione fra promozione, pubblicità e contenuti, che definire
scivolosi è persino troppo poco. Tanto che molte grandi aziende
dell’industria alimentare stanno spostando i loro investimenti
pubblicitari proprio su alcuni blog di successo, e non con delle
inserzioni classiche, i famosi banner, ma inondando di messaggi
promozionali i contenuti dei vari post pubblicati da questo o da quel
blogger.
continua a leggere qui ...
Produzione a 770 milioni di bottiglie, con una resa di 54 ettolitri
per ettaro, grazie alla grande performance del Merlot. Ottima anche la
qualità, ma per le conferme si aspetta la campagna en primeur, a fine
marzo,
Messa in archivio una delle settimane più interessanti per il vino
italiano, quella della Anteprime di Toscana, capaci di offrire non solo
il polso delle annate appena uscite in commercio di alcune tra le più
importanti denominazioni del Belpaese, ma anche di dare un primo
giudizio sull’ultima vendemmia, la 2016, definita da più parti ottima,
non solo in Italia, ma anche in Francia. Almeno a Bordeaux... (continua a leggere qui...)
Sono 22 le etichette in classifica, al top il Frank Cornelissen Etna
Rosso Magma 2014 (n. 2), con Barolo e Brunello a dominare nelle altre
posizioni. Tra
reportage dalle più importanti regioni enoiche del mondo ed appunti di
degustazione, il portale Usa “International Wine Report” (www.internationalwinereport.com),
dal 2011, mette in fila i migliori vini sul mercato, seguendo tre
criteri: il voto sulla qualità, espresso in centesimi, l’“excitement”,
ossia tutti quei fattori che riguardano il produttore, le difficoltà
dell’annata ed il territorio da cui arriva un vino, ed il rapporto
qualità/prezzo.
(continua a leggere qui)
Un secolo, il suo, vissuto da combattente. Istriano d’origine, è stato
soldato e prigioniero in Libia e Scozia. Conclusa la guerra, ha intuito
che le sue colline friulane potevano cambiare la vita, che da quella
terra potevamo nascere grandi vini, soprattutto bianchi. Ha avuto
ragione. A lui si deve il merito di aver spinto la rinascita enologica
del Nord Est. Ma non ha mai esibito medaglie. “Ho fatto il mio dovere,
sono solo un contadino”, ripeteva ai figli Aldo, Elda, Filippo e
Maurizio.
(continua a leggere qui)
“È finito il tempo della comprensione, inizia la tolleranza zero”: a
dirlo Stefano Zanette, presidente Consorzio Doc Prosecco, commentando
l’intensificazione, dopo una lunga fase di sensibilizzazione, dei
controlli negli esercizi per garantire ai consumatori di non vedersi
servito falso Prosecco.“
(continua a leggere qui)
Nuovo record per il Processo storico, il Superiore di Conegliano e
Valdobbiadene. Raggiungerà i 90 milioni di bottiglie vendute nel 2016
(un aumento dell’8% sul 2015). E, quel che più conta, cresce anche
l’incasso. Significa che avanza il tentativo di far capire a chi
acquista che il Prosecco non è tutto uguale. C’è differenza tra quello
di collina (Docg, sia il Conegliano-Valdobbiadene, sia l’Asolo) rispetto
a quello delle vaste pianure Doc interregionale (una zona da 400
milioni di bottiglie).
(continua a leggere qui)